L’assenteismo per falsa malattia è un fenomeno che colpisce le imprese italiane con costi diretti (retribuzione, sostituzione) e indiretti (disorganizzazione, demotivazione del team). Quando un datore di lavoro sospetta che un dipendente in malattia svolga attività incompatibili con la patologia dichiarata, ha il diritto di verificare — anche attraverso agenzie investigative — la reale condizione del lavoratore. Ponzi Investigazioni conduce indagini riservate e mirate, garantendo prove oggettive nel rispetto della dignità della persona e delle norme vigenti.
La facoltà del datore di lavoro di controllare l’effettivo stato di malattia del dipendente è riconosciuta dalla giurisprudenza consolidata. La Cassazione ha stabilito che i controlli tramite investigatori privati sono legittimi anche al di fuori dell’orario di lavoro e nelle ore di riposo (Cass. n. 4984/2014). Lo svolgimento di attività incompatibili con la malattia dichiarata può configurare giusta causa di licenziamento (art. 2119 c.c.) per violazione dell’obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.) e dei doveri di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.). Il lavoratore in malattia non è tenuto alla totale inattività, ma non può svolgere attività che pregiudichino o ritardino la guarigione o che siano incompatibili con la patologia certificata.
Sì. Il datore di lavoro ha la facoltà di verificare la reale condizione di malattia del dipendente, anche tramite agenzie investigative. La Cassazione (n. 4984/2014) ha confermato la legittimità dei controlli anche fuori dall’orario di lavoro e nelle ore di riposo. L’importante è che le indagini rispettino la privacy e la dignità.
Le prove raccolte possono fondare un licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) per violazione dell’obbligo di fedeltà e dei doveri di correttezza e buona fede. L’azienda, supportata dal proprio legale, avvierà il procedimento disciplinare previsto dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.
Prove fotografiche e video che documentino lo svolgimento di attività incompatibili con la malattia dichiarata, con indicazione di data, ora e luogo. La documentazione deve essere cronologica e georeferenziata. Ponzi produce report dettagliati pronti per l’uso in sede disciplinare.
No. Il lavoratore in malattia non è tenuto alla totale inattività, ma non può svolgere attività che pregiudichino o ritardino la guarigione o siano incompatibili con la patologia certificata. Uscire per una passeggiata o fare la spesa può essere legittimo; lavorare in un cantiere edile con un’ernia del disco no.
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